Protezione attiva estesa
Nel progetto sono previsti impianto sprinkler e impianto di rivelazione e allarme in tutti i reparti, compresa la pensilina esterna: la scelta che rende sostenibile un compartimento ampio per un processo produttivo continuo.
Caso studio · Prevenzione incendi
Reparti di lavorazione e confezionamento, celle di conservazione, un nuovo capannone di circa 7.000 m² e silos esterni collegati da sistemi di trasporto automatici. Un progetto antincendio unico, con il Codice di prevenzione incendi, per l’intero stabilimento.
Lo stabilimento lavora e confeziona sementi. Il prodotto arriva, viene stoccato in silos esterni e da lì convogliato automaticamente ai reparti di lavorazione; segue il confezionamento, la conservazione in celle e il deposito prima della spedizione. Il progetto riguardava la revisione generale di due fabbricati esistenti e l’ampliamento con un nuovo fabbricato monopiano di circa 7.140 m², comunicante con una palazzina uffici.
L’attività era già censita presso il Comando. Gli interventi incidevano in modo sostanziale sulle condizioni di sicurezza, rendendo necessaria una nuova valutazione del progetto per l’intero complesso.
Depositi con carichi di incendio elevati, reparti produttivi, zona di ricarica dei carrelli, silos per sementi e scarti, polveri: rischi diversi in reparti fisicamente e funzionalmente connessi. La stretta connessione tra le aree ha portato a una scelta precisa sulla compartimentazione, da sostenere con misure di protezione attiva adeguate.
Nel progetto sono previsti impianto sprinkler e impianto di rivelazione e allarme in tutti i reparti, compresa la pensilina esterna: la scelta che rende sostenibile un compartimento ampio per un processo produttivo continuo.
Reparto lavorazione e silos sono oggetto di specifica valutazione ATEX; le macchine impiegate nelle zone classificate devono avere caratteristiche adeguate.
Le misure sono state scelte partendo da come lo stabilimento lavora davvero: flussi del prodotto, movimentazioni interne, ricarica dei carrelli e depositi temporanei.
Quando i materiali combustibili superano complessivamente 5.000 kg e la superficie lorda supera i 1.000 m² (attività 70); oltre i 3.000 m² l’attività è di categoria C.
Quando si stoccano o movimentano prodotti che generano polveri combustibili, la valutazione del rischio esplosione è un obbligo del datore di lavoro e va coordinata con il progetto antincendio.
Prima si imposta il progetto antincendio, meno varianti si fanno in cantiere. Raccontateci cosa avete in mente.